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Cesenatico

Cesenatico (Žìznatic in dialetto romagnolo) è un comune di 24.432 abitanti della provincia di Forlì-Cesena, a circa 15 km da Cesena e 35 Km da Forlì. È un'importante stazione balneare e meta turistica che si trova sul mare Adriatico, fra Rimini e Ravenna.

Storia
Fortunatamente abbiamo rinvenuto parecchie tracce del passato di questo territorio tanto che possiamo ricostruire, anche se sommariamente per quello che riguarda il periodo più antico, gran parte degli avvenimenti e avvicendamenti storici del luogo.

Il territorio attorno a Cesenatico doveva presentarsi circa 18.000 anni fa come una estesa laguna dove zone salmastre si alternavano a zone paludose di acqua dolce. Abbiamo notizia di un primo ritrovamento umano nella zona di Montaletto a pochi chilometri dall'attuale Cesenatico, molto probabilmente un accampamento di pastori dell' eta del bronzo risalenti a circa 3.000 - 1.000 anni prima di Cristo.

Tracce più consistenti dell 'opera umana li abbiamo a partire dal V secolo a.c. e le notizie che possiamo ricavare dai reperti (laterizi, tombe, suppellettili) confermano la presenza romana nella attuale località Borella che molto probabilmante col nome di "Ad Novas" fu l'antenata di Cesenatico.

La Romagna allora era terra di conquista. Da essa e in essa venivano, partivano e vivevano numerose popolazioni che davano vita a traffici e scambi commerciali. Le città marittime di Adria, Ancona, Spina e Ravenna vedono la presenza di popolazioni provenienti dalla Magna Grecia, che smerciano e commerciano ceramiche e prodotti del mare, Gli Umbri invece si insediano a monte e danno vita a Sassina che diverrà poi Sarsina, I romani sono presenti soprattutto a centro sud e forse colonizzano i lembi più meridionali della Romagna da dove stanno arrivando dopo la prima politica di espansione avviata dalla nascente Roma, i Galli invece, popolo abile nella coltivazione e alla ricerca di nuove terre presenziano la zona settentrionale dando vita alla alleanza con gli Umbri Etruschi per cercare di contenere l'espansione dei romani.

Cesenatico in questo contesto è solo un piccolissimo centro tagliato fuori dalle rotte commerciali principali e non "protetta" da Cesena che ancora deve essere fondata. Nel IV secolo la romanizzazione della Romagna subisce un forte incremento grazie ai risultati riportati da Roma nella prima guerra punica che vede il consolidarsi dei confini meridionali consentendo ai romani di concentrarsi al nord, e specialmente in quella zona dove i Gallo Etruschi si concentrano in massa e costituiscono un serio problema sia per la sicurezza che per l'espansione militare. I romani di fatto fondano Ariminum per tenere a bada le popolazioni nemiche dell'alta Romagna e gettano la prima pietra per la riorganizzazione territoriale di questa zona. La battaglia di Sentino del 295 a.c. rappresenta il trampolino di lancio per la conquista romana. Sarsina viene annessa a Roma, mentre 6000 colonie vengono trasferite nell'avamposto di Ariminum, vengono spianate colline, bonificate vaste aree agricole, abbattuti boschi (forse parte della antica Selva Litana) costruite strade e una di esse rappresenterà il confine fra Roma e i Galli. Gli storici non sanno precisare se la sopraddetta linea di confine può essere identificata con la Pompilia (l'attuale SS 16 Adriatica) o se fosse una strada più antica che risalendo la costa piegava verso l'entroterra nella zona dell' attuale Pisignano. L' ipotesi più accreditata è che vi fossero entrambe le strade e che fossero percorse a seconda dello stato delle stesse, o delle condizioni climatiche.

Altro dato incerto è la posizione stessa di "Ad Novas", i reperti ritrovati non danno una situazione esplicativa del tempo e servirebbe una campagna di scavi per poter gettare luce su questo mistero, di certo sappiamo che "AD Novas Tabernas Cossuttianas" fosse un luogo di cambio cavalli, un luogo di ristoro dove potersi rifocillare e quindi posto su una grande arteria di cominicazione. Intanto lungo un percorso che può identificarsi con l'attuale Adriatica sorsero numerose Ville rustiche, ovvero insediamenti produttivi a carattere arigianale agreste, che comprendeva una parte abitativa per il dominus e una parte produttiva (trasformazione e lavorazione di grano, latte, formaggi, pelle...).

Abbiamo anche la certezza della presenza di una fornace. I romani si insediano e controllano stabilmente la zona dopo aver spazzato via le popolazion galliche ed etrusche e la zona rimase in pace fino al IV secolo d.c. che vede l'oramai ex impero sconvolto dalle invasioni barbariche. L'aristocrazia romana esercita ancora la funzione amministrativa dell'Impero d'occidente ma militarmente e politicamente sono i barbari a farla da padrone finché un' epidemia di peste da il colpo di grazia a quello che resta dell'impero romano provocando l'arretramento demografico, civile, culturale, economico di tutta l'Europa e l' Italia. Le città si spopolano, i piccoli centri divengono ammassi di ruderi così come le ville. Abbiamo una fotografia di una Italia ricaduta 1000 anni indietro con gruppi sparsi di individui che praticano una agricoltura di sussistenza. Lo stesso Vescovo di Ravenna, Martino nel 818 circa sosta "ove un tempo v'era una città ora distrutta": Ad Novas.

Intanto Pipino il Breve in accordo con la Chiesa, occupa l'Italia settentionale mettendo le terre romagnole al servizio della Chiesa di Ravenna e di fatto sancendo il potere temporale pontificio che durerà fino al secolo scorso.

Ravenna conosce il periodo di massimo splendore sotto i bizantini e le terre attorno alla futura Cesenatico cadono sotto il suo dominio. Con l'anno 1000 si chiude finalmente la lunga parentesi medievale e si assiste ad un nuovo periodo di sviluppo. La popolazione aumenta, le fasi commerciali pure, i Comuni fanno ingresso nella storia ponenedo le basi del rinascimento; questi sono tempi nei quali attraverso accordi, battaglie, matrimoni i Comuni cercano di aumentare i loro possedimenti territoriali. Così fu per Cesena, la quale in cerca di un porto lo trovò in quel di Cervia ma di fatto sotto il dominio di Ravenna non fu possibile strapparlo, si pensò allora di scendere a sud e venne trovata una zona posta proprio al confine coi possedimenti di Rimini.

Nel 1302 i cesenati cominciarono i lavori di costruzione di una fortezza in riva al mare ma la stessa Cesena fu attaccata dal Conte Federico da Montefeltro, saccheggiando le aree agresti e una volta arrviati al mare assediando e distruggendo la fortezza. Ma i progetti furono solo rinviati. Nel 1314 vennero ripresi i lavori al porto di Cesena e sotto il governo di Ostansio Capitano e Guido Novello Da Polenta vennero terminati i lavori il 10 agosto dello stesso anno. Nasce il porto di Cesena che con l'aggiunta del suffisso ittico divene Cesenatico.

Ma come la nascita fu sofferta anche lo sviluppo non fu da meno. Il futuro del porto non fu radioso. Almeno nei primi anni. Le lotte intestine fra le famiglie nobili insofferenti al papato e la Chiesa che face di tutto per mantenere il potere portarono in Romagna rappresaglie e soldati che si accanirono contro il porto di Cesena per "punire" la città ribelle. In un primo momento il porto e la fortezza vennero distrutte nel 1328, la fortezza fu riedificata nello stesso anno ma il porto venne riaperto solo 6 anni più tardi quando a Cesena regna Francesco Ordelaffi. Ma nel 56 fu inviato il [Cardinale Albornoz] che ebbe come compito primario di ricondurre (non solo formalmente) le terre di Romagna sotto il diretto domino della Chiesa, Albornoz assieme a Gianciotto Malatesta conquista il porto di Cesena distruggendone ancora le palate e rendendolo inutilizzabile, solo nel 1382 il porto riacquistò la sua funizone primaria ma nel 1415 capitolerà nuovamente sotto i colpi inferti da Braccio da Montone. Per capire quanto fu strategico il porto di Cesenatico dobbiamo tener presente che la vicina città di Cervia fece grosse pressioni sui Veneziani per ottenere l'esclusiva del commercio del sale, preoccupati proprio dalla ingombrante presenza della città rivale, inoltre abbiamo notizia anche della presenza di magazzini adibiti allo stoccaggio della merce di proprietà di commercianti toscani, segno che il porto era conosciuto anche a notevoli distanze.

Il porto conosce un periodo di relativa prosperità durante il regno dei Malatesta, ma i problemi non tardano ad arrivare, prima la nuova distruzione nel 1415, poi il progressivo insabbiamento che non permetteva alle navi di entrare in porto. A quest'ultimo problema venne finalmente posta risoluzione con la costruzione di 2 moli che limitarono l'insabbiamento del canale di entrata in porto.

Con l'avvento al potere di Cesare Borgia la Romagna entrò in una fase di progressivo ristrutturamento. Egli infatti fu il primo a mettere al soldo Leonardo da Vinci che soggiornò a Rimini, Imola, Faenza,Cesena e si occupò del progetto al porto di Cesenatico, progetto che rimase solo sulla carta in quanto la fortuna del Valentino si esaurì in fretta, avendo perso i favori papali con la morte di Giulio II, e con Leonardo che prese altre strade. Come visto la storia di Cesenatico è già abbastanza travagliata ma un nuovo pericolo si affacciò sulla cittadina romagnola.

Il pericolo veniva dal mare e fu costitito dai pirati, dapprima di origine veneta che avendo fallito l'assedio a Rimini in quanto ben munita di cannoni e munizioni, trovarono facile vittoria a Cesenatico che fu depredata di ogni suo bene, poi fu la volta degli Uscocchi, popoli di origine slava che razziavano le coste romagnole e marchigiane ed infine i Berberi ovvero i Turchi che proprio in queste zone facevano incetta di schiavi cristiani da deportare in Nord Africa. Per questi avvenimenti alla fine del 1500 vennero costruite numerose torri d'avvistamento.

Cesenatico nel settecento comincia a divenire una cittadina piena di commercio e la nuova ventata di ricchezza spinge la popolazione cesenaticense a rivendicare piena autonomia dalla città di Cesena. Queste prime avvisaglie furono bloccate dalla Chiesa che cercava di mantenere l'ordine prestabilito anche in un'ottica di risparmio. L'arrivo delle truppe napoleoniche a Cesenatico poi rende possibile la svolta, nel 1798 Cesenatico si stacca da Cesena divenendo comune autonomo ma con l'arrivo degli austriaci nel 1799 viene riportato l'antico ordine ma nel luglio del 1800 i francesi ritornano in Cesenatico che diviene nuovamente autonoma. A questo punto anche lo Stato Pontificio crede sia impossibile ritornare indietro, lasciando presagire la conclusione naturale delle cose anche se con numerose dispute e liti. Il 3 giugno del 1842 Cesenatico è comune autonomo con propri e definiti confini.

D'ora in poi Cesenatico vivrà la fase dell'indipendenza italiana, il 16 giugno del 1849 Garibaldi entra in città fra il giubilo della popolazione, divenendo il "mito fondatore" della futura identità cittadina, col plebiscito del marzo del 1860 Cesenatico viene annessa al Regno dei Savoia costituendo quel nucleo che porterà al Regno d'Italia. In questa data si ottiene finalmente l'indipendenza dalla Chiesa. La vocazione repubblicana di Cesenatico è evidente nelle elezioni degli anni successivi, ma ciò non gli impedì naturalmente di sottrarsi al fascismo. I danni di guerra furono ingentissimi tanto che si dovette a ricostruirla quasi per intero. Il palazzo comunale, la torre dell'acquedotto, il faro, il molo e tutte le barche, il mercato del pesce, la scuole nonché le frazioni di Villalta, Sala, Cannucceto, Villamarina, Bagnarola praticamente rase al suolo. L'incubo svanì il 20 ottobre 1944 con l'ingresso dei Neozelandesi alleati.

Immediatamente vennero riavviati i lavori di restauro e di ricostruzione. Nel 1945 venne data forte impulso alla pesca con la creazione della cooperativa dei pescatori e venne dato un nuovo impulso al turismo che porterà Cesenatico a primeggiare in questo campo. Molte delle antiche "ville" vennero convertite in alberghi, vennero avviate nuove colonie (una delle prime fu la Colonia 12 Stelle, rivolta a bambini provenienti dalla provincia autonoma di Bolzano, senza distinzioni di lingua), e la costruzione del famoso grattacielo che diede l'avvio ad una nuova era incentrata sul turismo di massa.

Oggi Cesenatico possiede circa 22.000 posti letto con 3.000.000 di presenze a stagione. Nel 66 venne fondata la biblioteca comunale, e fu uno dei primi comuni d'Europa ad avviare progetti di gemmellaggi con altre città. Nel 1977 venne dato alla luce un progetto di recupero storico archeologico e negli anni '80 vennero introdotte le linee guida che hanno lanciato Cesenatico in un'ottica globale ed Europea.

Tratto da Wikipedia
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